postato da Kolos alle ore 11:43
mercoledì, 18 marzo 2009

E' sempre una strana sensazione tornare a Pisa. E' un po' come andare a trovare una vecchia zia: puoi finire in capo al mondo, ma sai che lei è sempre lì, pronta ad accoglierti col suo abbraccio rassicurante. Eppure, bastano poche ore per accorgerti che qualcosa è cambiato: lo noti da tutta una serie di particolari, qualche ruga in più, facce nuove, un'aria impercettibilmente differente. Ma forse non è lei. Forse sei tu ad essere diverso.                                    

E' con questo stato d'animo, a metà tra la curiosità e la malinconia, che vado incontro al gruppetto che è spuntato ad un'estremità di Piazza dei Cavalieri. A sorpresa, scorgo Adriano: dunque è stato coinvolto anche lui? E' un po' che non lo vedo, mi fa piacere riabbracciarlo. Poi, naturalmente, Paolo Gulisano, una cara conoscenza con cui ho avuto già modo di chiacchierare qualche anno fa. Infine, Marta, con cui ho scambiato qualche mail: lei dice di avermi già incontrato l'anno scorso, ed è probabile - sono molto distratto quando mi ci metto. Scopro che anche lei studia Lettere Antiche: brava Marta! Forse adesso non te ne rendi conto, ma i tuoi interessi ti permetteranno di capire alcuni aspetti nascosti di Tolkien. Vedrai.

Un paio di battute, un caffè da Salsa per aggiornarci sul nostro lavoro, poi ci avviamo al Polo Carmignani. Saluto Moira e Duck, scopro con sorpresa che anche Lucia è dei nostri. Bello! Intanto noto che il voltantino è stato cambiato: ecco quello nuovo. Sorry Duck, ma questo sì che è un po' pacchiano...

Tolkien a Pisa 2
Arriva Marco, ed è un po' teso: non si capisce bene perchè, ma sembra che l'aula che aveva prenotato non è più libera. Dopo qualche discussione con bidelli e professori, decidiamo di trasferirci al primo piano, in Aula Magna. Appena entro, rimango senza fiato: centinaia di poltrone, una cattedra enorme, mega schermo alle nostre spalle... Addirittura!

Pisa - Aula Magna Carmignani
Ok, ci siamo: la gente inizia ad entrare: alla fine saremo 42 (li ho contati tutti, eh eh), non male per un venerdì pomeriggio! Devo dire che tutto è organizzato molto bene: striscione di Ateneo Studenti, nomi dei relatori stampati e ben visibili, un moderatore impeccabile. Trattengo un sorriso quando Marco mi introduce: "dottor" Larpi, Università di Manchester... E' vero, sono stato io a suggerire di usare il titolo (ho finito il dottorato, finalmente), ma suona ancora strano.

Tolkien a Pisa - II
A me il compito di aprire le danze. Il discorso è senza pretese, come già anticipato, e la lettura che propongo è molto personale. Forse alcuni paragoni tra Tolkien e Orwell sono un po' azzardati, come ha detto qualcuno... Ma va bene così. Il bello di questo incontro è che mi ha costretto a porre nuove domande al Signore degli Anelli. E, guarda un po', il testo mi ha fornito nuove, inaspettate risposte [by the way: sto elaborando quello che ho detto, ne escono almeno un paio di post - stay tuned!]. E poi, lo ammetto: mi sono divertito a dare una lettura un po' provocatoria... Guardate che ghigno!

Tolkien a Pisa - III
Dopo una mezzoretta finisco. Chissà se sono riuscito a farmi capire? La parola a Paolo Gulisano, che si conferma bravissimo come al solito. La sua è una lettura solare del Signore degli Anelli, e la semplicità degli Hobbit emerge in tutta la sua bellezza.

Tolkien IV
Difficile riassumere tutto quello che viene detto. Si parla di Mito, di Vangelo, di Ucronia: Tolkien è messo nella giusta prospettiva, i risultati sono interessanti. A conferma di questo, fioccano le domande. Paolo non si sottrae e risponde esaurientemente a tutti.

Tolkien V
L'incontro volge al termine. Mi lascio scappare un sospirone di sollievo: non me n'ero accorto prima, ma sono piuttosto stanco. Possiamo finalmente rilassarci: e dove, se non al mitico Vecchio Braciere? Il vino scorre a fiumi, il cibo è ottimo, la compagnia allegra... Giudicate voi: la foto è mossa (ho amici ubriaconi, che volete), ma rende l'idea!

Tolkien VI
Insomma, una bellissima giornata. Come al solito sono di passaggio: parto domani mattina per Roma, il tempo non è mai abbastanza. Ma sono contento, perché ho condiviso bei momenti in compagnia di vecchi e nuovi amici. Sono ricordi preziosi, che mi porterò in giro per il mondo. Grazie!

postato da Kolos alle ore 14:43
lunedì, 02 marzo 2009

Dopo l'indigestione degli ultimi anni, ha senso parlare ancora di Tolkien? Qualcuno ha Pisa pensa di si', tanto da organizzare un ciclo di incontri sul tema. Gia' dal titolo, si capisce che sara' una manifestazione interessante: Da Oxford a Granburrone: viaggio nella realta' di J.R.R. Tolkien. E bravi ragazzi: da nostalgico veterano (anche io ho aiutato ad organizzare qualche conferenza simile) una tale notizia non puo' che farmi piacere.

Ma c'e' di piu'! Ho avuto l'onore di essere stato invitato a parlare in qualita' di "esperto" della materia (?!?): "Visto che sei uno scrittore" mi hanno detto "avrai sicuramente qualcosa di interessante da dire!" Dopo qualche tentennamento (Scrittore? Esperto? Ma stiamo scherzando?!) ho accettato: e' una bella sfida, che chiama in causa la mia esperienza di questi ultimi anni. Spero di riuscire a mettere insieme qualche spunto utile.

Saro' tra i primi ad aprire le danze: nel primo incontro, a parte il sottoscritto, interverra' nientepopodimeno che Paolo Gulisano! Tale accostamento mi mette i brividi (provateci voi a parlare prima di un mostro sacro come PG! ), ma sotto sotto mi fa anche piacere, perche' mi da' l'occasione di rincontrare un (lui si') grande appassionato di mondi fantastici. Sono sicuro che sara' un bellissimo pomeriggio (e non per merito mio).

Ok, ecco i dati: ci vediamo li'!

Tolkien, un mito ancora attuale

Venerdi' 13 marzo, 16.30

Aula Magna del Polo Didattico A. Carmignani

Piazza dei Cavalieri, Pisa

Tolkien: un mito ancora attuale


postato da Kolos alle ore 17:42
martedì, 22 luglio 2008

ThinkingAd un anno dalla pubblicazione de Il libraio di Kolos (giorno più, giorno meno), credo che sia il momento di fare qualche riflessione.

Quando spedii il manoscritto a Il Filo, non avevo la benché minima idea di cosa volesse dire pubblicare un libro. La mia decisione era nata un po' per gioco, un po' (lo confesso) per paura di venire dimenticato nelle brume inglesi. Non mi aspettavo un granché e la proposta della casa editrice mi colse alla sprovvista: possibile che quella breve storia potesse suscitare qualche interesse?

C'era però un particolare che mi lasciava perplesso: il contratto prevedeva delle copie da acquistare e questo faceva nascere il sosospetto che la proposta non fosse poi così disinteressata. Che fare? Consultai i miei vecchi amici, che risposero con entusiasmo, tanto che alcuni decisero di anticipare i soldi delle copie del libro che avrebbero acquistato prima ancora che questo venisse stampato.

Ecco i nomi dei miei benefattori. Se Il libraio di Kolos ha visto la luce, lo devo soprattutto a loro:

  • Adriano
  • Barbara
  • Botte
  • Camy
  • Chiara & Simone
  • Ciccio
  • Diego
  • Duck
  • Francesca, Gloria e Giacomo
  • Gae
  • Guglielmina & Encarna
  • Joan
  • Luca PE
  • Maurino
  • Max
  • Moira 
  • Pippo
  • Spata 
  • Virginia 
     

Accettata la proposta, iniziò il difficile lavoro di rifinitura. Lessi e rilessi il manoscritto, ma nonostante gli sforzi miei e della correttrice ufficiale, di errori ne sono rimasti. Questo fatto non mi dà pace: non esagero quando dico che ogni volta che trovo una sbavatura è come se ricevessi una stilettata. In ogni modo, il manoscritto fu dato alle stampe, e un bel giorno, agli inizi dello scorso agosto, ricevetti a casa le copie che avevo acquistato.

E' difficile descrivere con esattezza quello che ho provato sfogliando quel libretto. Incredulità, soprattutto: "Un romanzo, addirittura! Ma l'ho scritto proprio io?!" Sto ancora tentando di abituarmi all'idea.

Dopo la pubblicazione, sono venuti i concorsi (innumerevoli, costosi e tutti falliti), le copie da spedire per eventuali recensioni (ne ho ottenuta solo una, su Il Fogliaccio di Pisa, fatto che comunque mi ha riempito di orgoglio), e soprattutto le presentazioni e le interviste.

Due interviste (una radiofonica, una, più recente, online), due presentazioni (a Roma e a Pisa). Tutte occasioni importanti, perchè mi hanno costretto ad interrogarmi sul significato del mio racconto, e sulla natura del genere che avevo scelto, il fantasy. Mi sono reso conto che l'autore ha delle precise responsabilità nei confronti del lettore: deve provare a rispondere, a spiegare, a prendere posizione su quello che si è scritto, anche a costo di scontentare qualcuno.

Questo aspetto della "professione" proprio non me l'immaginavo. Devo dire però che mi piace non poco, perchè mi costringe a ragionare sul senso di quello che faccio.

Ho fatto bene a pubblicare, anche se a pagamento? Probabilmente sì, perchè ho iniziato a prendere sul serio qualcosa che faccio da sempre, ovvero scrivere e inventare storie. Inoltre, vedere il mio racconto trasformarsi in un libro mi ha permesso di fare un passo indietro ed esaminare con occhio critico la qualità del materiale. In questo sono stato enormemente aiutato dai lettori che mi hanno lasciato le loro impressioni sul blog, segnalandomi alcuni aspetti su cui posso ancora migliorare. Questo lavoro non è ancora concluso: aspetto ancora alcune recensioni che mi sono state promesse ma tardano ancora ad arrivare (dum spiro spero).

Che mi rimane da dire? Sicuramente, che in un mondo così difficile come quello dell'editoria italiana, non c'è spazio per errori o esperimenti amatoriali. Mi sto rendendo conto che c'è ancora molto da fare: la parte pubblicata aspetta nuove correzioni e alcune modifiche, e il secondo capitolo della saga deve essere editato bene se vuol vedere la luce.

Si torna alle sudate carte, dunque! Ma è bello, perchè si impara a dare forma compiuta alle proprie fantasticherie.