Continua la corrispondenza con Anèmbar, il libraio di Senfe. Questa volta a rispondere e' Minsk, un vecchio bibliotecario che compare nel secondo capitolo della storia di Kolos (speriamo di pubblicare anche questa prima o poi!). La sua missiva la potete trovare qui, la lettera di Anèmbar la trascrivo qui sotto.
Carissimo Libraio di Kolos,
mi perdoni se l'ho fatta attendere oltremodo per una mia risposta. Purtroppo il gelo è sceso su tutte le terre di Ardeth, e in questa parte dell'anno che va dal giorno della rinascita del sole (che noi usiamo chiamare Eu-Lyron, Prima Luce) ai quaranta giorni successivi, non è molto semplice muoversi nemmeno per le strade che si trovano al di sotto della linea dei nostri monti più importanti, i Midigoros. Per questo motivo i latori di missive non usano muoversi per ben più di qualche decina di giorni, memori di ciò che accadde circa quattrocento anni fa per queste lande ghiacciate, in un inverno molto simile al presente: 350 poveri innocenti vennero sbranati dalle bestie selvatiche, scese fin dalla foresta del Masso Verde alla ricerca di cibo.
Detto questo, spero che voglia accettare una breve riflessione su un paio di punti dell'ultima sua missiva.
Giustamente (e, credo, comprensibilmente) lei m'informa che troppo dolore le costa rammemorare i titoli contenuti nella sua certamente splendida libreria. Le chiedo, allora, informazioni circa un unico titolo. Basterebbe a mettermi il cuore in pace e aiuterebbe questo povero vecchio a restituire al mondo di Stedon un tassello della sua importante, e troppo spesso lacunosa, storia antica. Vorrei sapere se per caso tra i titoli in sua custodia, per chissà quale strano scherzo del destino, ci fosse anche un manoscritto intitolato Triste viaggio di Geshwa e suo padre attraverso il grande Masso Verde, risalente a 195 anni fa. Si dà il caso che si tratti del manoscritto ispiratore del romanzo Geshwa Olers e il viaggio nel Masso Verde, di Nildon Lonstat. Tuttavia non voglio tediare la sua gentilezza, e qualora si sentisse sovraffaticato da una simile richiesta, la prego di lasciarla cadere nella cassa in cui vanno a finire le cianfrusaglie di poca o punta importanza.
Un'altra considerazione riguarda la parola magia, che dalle mie parti viene chiamata Lingua Onoferica, per ricordare il suo creatore, un certo Onofererne, di memoria a dire il vero scura e odiosa. Concordo con quanto scrive circa il potere solamente divino della “creazione” e al riguardo le posso riferire che Onofererne si diede a inventare la Lingua per invidia di creature superiori, in grado di plasmare – a suo dire – la natura delle cose secondo il loro volere. La realtà è ben diversa: ci sono esseri ed entità che, in colloquio profondo con il creato, sono in grado di accordarsi con esso e perciò di trarne vantaggi e conseguenze che noi Esseri Umani non possiamo se non gustare fortunosamente. Tuttavia, ben altra è l'eredità alla quale siamo stati destinati dal Padre che sta in cielo, e ci sono già forti segnali che Egli stia per concludere il suo progetto su di noi, attraverso di noi, per noi. Perciò, a cosa mai servirebbe una lingua della magia?
Mi auguro che questa lettera, giunta di sicuro troppo tardi, abbia solleticato pur se in minima misura la sua curiosità e che possa contribuire a rinsaldare l'amicizia che mi viene porta da sponde distanti. Come un arcobaleno, l'amicizia pare unire terre invero differenti.
Ossequiosamente, suo
Libraio di Senfe
Anèmbar Odentorth.
Ne sono successe di cose dall'inizio di questa esperienza su Splinder... Anzitutto, vorrei ringraziare chi mi ha scritto qualche riga di commento all'ormai famoso
libercolo: i vostri suggerimenti mi hanno aiutato a guardare il racconto con occhi diversi, tanto che ho iniziato una revisione con lo scopo di migliorarne la prosa e l'intreccio.

Il blog è stato insignito di questo premio:

Grazie Fabrizio, ne sono onorato!
Passo a descrivere le regole da rispettare:
1. Indicare da chi si è ricevuto il premio:
Da Fabrizio Valenza, autore di Geshwa Olers e il Viaggio nel Masso Verde.
2. Spiegare il motivo per cui si è deciso di creare un blog:
Per fornire un cantuccio in cui discutere serenamente con i lettori del mio libricino e riflettere in tutta tranquillità su scrittori, favole e mondi fantastici.
3. Dire qual è la propria forma d'arte preferita:
Letteratura e Musica, of course.
4. Onorare altri 13 blog amici:
Be', per il momento 13 blog non ce l'ho, ma ne inizio a segnalare alcuni (pochi ma buoni, come i maccheroni). Madamina il catalogo è questo, in ordine alfabetico:
Antanz 1967, lettrice e scrittrice, curiosa e appassionata
Cozzanego, raffinato artista della parola
Gwyneed, come me appassionata del nebbioso mondo arturiano
La Radura di Baris, insegnante e blogger garbato
Le Nebbie di Antonia Romagnoli, autrice de Il segreto dell'Alchimista
Mirtillangela, lettrice incallita e acuta di fantasy
Stefano Romagna, attento osservatore del mondo fantasy.
That's all, folks! 

