postato da Kolos alle ore 16:48
giovedì, 28 febbraio 2008

La grafica della copertina e' stata una delle cose piu' difficili da stabilire prima di dare il libro alle stampe. Per fortuna, ho potuto contare sull'aiuto di Francesco Giovannetti, in arte Duck, le cui indiscusse doti nell'aggeggiare con Photoshop sono note ai piu'. La  sua versione della copertina e' stata scartata dall'editore perche' incompatibile con il colore (rosso) della collana Imago-Nuove Voci. Peccato: secondo me faceva comunque una bella figura.

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categoria : immagini

postato da Kolos alle ore 18:56
mercoledì, 27 febbraio 2008

Sono sincero e  ti scrivo le mie impressioni a caldo.
Il libro è scritto molto bene, con naturali capacità espressive e descrittive.
Si legge bene e volentieri, incuriosisce.
Sicuramente un tantino autobiografico.
La trama tuttavia mi sembra un po' debole e alcuni personaggi solo accennati, quando secondo me andavano tratteggiati più profondamente e poi la vicenda rimane in sospeso: vogliamo sapere il seguito. E Aurora? Me l'hanno chiesto tutti quelli che l'hanno letto.

Per un commento su Aurora, vedi il post precedente...

Permettimi però una brutale  osservazione da profano ingegnere genovese. Io entro in libreria per comprare un libro per passare amenamente qualche ora in lettura. Non conoscendo l'autore e se nessuno me lo ha consigliato, pensi che prenderei un libricino così basso, quando per lo stesso prezzo ne ottengo uno più corposo?

Be' Giacomo, questa e' una domanda da un milione di dollari. Ovvio, uno scrittore emergente non ha un granche' di possibilita', a meno che non pubblichi con un editore di un certo rilievo. Stando a quel che ho capito, sono due i vantaggi di pubblicare con una grande casa editrice: anzitutto, una campagna di marketing di ottimo livello, estesa a tutto il territorio nazionale; poi, forse proprio grazie alle garanzie che una buona pubblicita' puo' offrire, prezzi piu' contenuti (piu' copie, carta piu' economica, distribuzione piu' controllata).

Nel mio caso, la promozione e' affidata soprattutto all'iniziativa dell'autore, anche se devo dire che quelli de Il Filo mi stanno seguendo passo passo, consigliandomi come muovermi al meglio. Per le vendite, comunque, dipendo soprattutto da amici, conscenti e passaparola. Le presentazioni aiutano, perche' permettono un contatto diretto tra autore e potenziale lettore. E anche i premi letterari non sono da escludere, anche se e' difficile capire quali siano quelli che danno piu' visibilita' (e non e' detto che si vinca!). D'altro canto, e' piuttosto difficile ottenere una recensione su un giornale (si pubblica troppo in Italia, di solito viene dato spazio ai nomi noti): nel mio caso, sono stato fortunato a trovare qualcuno come Giusi D'Urso (Il Fogliaccio) disposto a darmi retta.

Ma in tutta franchezza, in questa fase sono piu' interessato ai pareri di chi ha la ventura di leggere il libretto, che alle strategie di vendita. A che serve preoccuparsi della promozione, se quello che scrivi fa acqua da tutte le parti, o e' ancora imperfetto? Tra un annetto tirero' le fila del discorso e decidero' se vale la pena continuare. Per adesso, faccio tesoro dei suggerimenti che mi stanno arrivando, scribacchio, e provo a confrontarmi con i lettori.

Continua a scrivere, ma di più, perché ti riesce bene!

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categoria : pubblicare

postato da Kolos alle ore 14:02
mercoledì, 13 febbraio 2008

Sinceramente devo confessare che io non ho trovato problemi di scorrevolezza o periodi troppo pesanti, come qualcuno scriveva sul tuo blog... Anzi, fa piacere che ogni tanto, in mezzo ai libri "alla Moccia", qualcuno osi ancora avventurarsi in una prosa un pochino più ricca e forbita; un significante che si adatta bene peraltro ai contenuti e alle ambientazioni del genere fantasy.
            
Mi fa piacere che la mia prosa un po' sperimentale non ti sia pesata. Rileggendo il racconto, pero', mi sono accorto che qualche passaggio puo' essere alleggerito senza scadere nel banale. Credo proprio che il labor limae non finira' mai.
              
La storia scorre veloce, appassiona e coinvolge; il susseguirsi dei fatti e la conclusione stessa risultano credibili, anche se non tutto viene detto e molto è lasciato all'interpretazione del lettore, come per il sacrificio di Uriel il motivo della sua efficacia, il suo senso ultimo e il suo esito finale. Il libro è costellato anche da alcune "pietre preziose" che ne aumentano il valore e la bellezza: il bacio di Aurora, il libraio che poggia una coperta sulle spalle di Sherlindria addormentata, la battaglia finale, il sacrificio di Uriel... Gli occhi poi, gli sguardi sembrano avere un particolare rilievo nel tratteggiare i personaggi: quelli "verdi-mare in tempesta" di Aurora, quelli furbi e attenti del libraio, quelli "brillanti" di Uriel, quelli pieni di follia di madonna Chiaraluna, quelli pieni di "fanatismo" dei pirati...
   Ancora una cosa ho apprezzato: la descrizione, o meglio, la suggestione di scene e situazioni è resa non, banalmente, solo in modo discorsivo, ma spesso attraverso i dialoghi e le parole stesse dei personaggi, o tramite accenni a oggetti... insomma in modo anche indiretto: una trovata che anima e certamente alleggerisce la narrazione.
   Quello che però lascia un po' un "vuoto nello stomaco" è la brusca interruzione della relazione fra il libraio e Aurora. Dopo anni che si sono persi e che non hanno notizie l'uno dell'altra, forse mi sarei aspettata un po' più di entusiasmo e di "trepidazione" al loro incontro...certo, il lettore se lo può immaginare, ma forse questo importante momento meritava di essere sottolineato in modo un po' più forte dalla stessa parola scritta! E poi, freddamente, tutto finisce, il libraio molla subito la presa impacciato e Aurora se ne torna alla festa senza troppi complimenti.
                     
Ancora un appunto su Aurora, eh? Ok, l'ammetto: la "brusca interruzione", come la chiami tu, riflette lo stato d'animo con cui ho scritto quelle righe. Non e' una scusa, me ne rendo conto. Prima o poi riusciro' a sviluppare meglio la scena. Ormai la mareggiata e' passata, per cui non ho piu' giustificazioni!
                         
E' vero: molte cose restano irrisolte... e mi sembra di aver capito che da qualche parte si sta cucendo un nuovo racconto!! I poteri strani del libraio, la sua nuova vita (non credo che dopo tutto quello che gli è successo se ne torni a Kolos ad aprire un pub e si accasi, sognando il quieto vivere!!), il rapporto con Aurora, Emil, Finthan, Chiaraluna, Febo....tutti questi personaggi e questi fatti sono sicuramente "in cerca di un autore" che dia loro un senso..mi sa che hanno tutti voglia di vivere ancora un po'.
                    
La storia va avanti. A singhiozzo, certo, ma va avanti. Vedrai: prima o poi saltera' fuori un nuovo libretto.