Da Il Fogliaccio (Pisa), n. 278 (18-24 gennaio 2008), p. 7
LIBRI
L’avventura amica
Luca Larpi è l’autore de Il libraio di Kolos, breve romanzo edito da Il Filo, per la collana Nuove Voci. Si tratta di un racconto fantastico che narra le vicende di un giovane libraio al seguito di un nobile, il conte Uriel, impegnato nella missione di sconfiggere una pericolosa banda di pirati. Il viaggio che li aspetta si rivela lungo e pieno di pericoli; durante l’avventura vengono svelati segreti e chiariti misteri, ciascuno dei quali aggiungerà un tassello al mosaico del passato dei due uomini. Magia, amore, amicizia, odio, rabbia: questi gli ingredienti di una vicenda che ha il sapore di racconti fantastici; una storia che sa di fiaba ed avventura.
Il nome della città del libraio, Kolos, ricorda la Grecia, ma il riferimento alla città di porto, punto di incontro e interazione di popoli e personaggi diversi, trae probabilmente ispirazione dalle origini dello stesso Autore, nato a Napoli, e dalla sua permanenza di studio a Pisa, anticamente Repubblica Marinara. Il tema dominante de Il libraio di Kolos è quello del rapporto di amicizia fra i due personaggi principali della vicenda, il giovane libraio e il conte Uriel: una di quelle amicizie che aiutano a crescere, che incoraggiano a scoprire il mondo, che spingono alla conoscenza e all’avventura. Quello di Luca Larpi è uno stile semplice e scorrevole che ben si presta a questo tipo di narrazione, cioè al genere “fantasy”, che lui stesso, in una recente presentazione del libro, definisce non come mero esercizio d’immaginazione, ma un efficace strumento per descrivere ciò che sente, che vede e che vive, nella piena libertà che solo i voli della fantasia possono regalare.
Il libraio di Kolos di Luca Larpi
Edizioni Il Filo (Nuove Voci) - pp 76 - 13,00 euro
http://kolos.splinder.com
Giusi D’Urso
Motivo i miei complimenti per il libro. Avvincente, da leggersi tutto in un fiato perchè (almeno per me è stato così) una volta iniziato non si riesce più a smettere... Bella come storia, piena di bei valori che in un mondo come quello di oggi fa sempre bene risentire e rivedere esaltati. E poi non ho potuto non accorgermi di alcune bellissime citazioni (in senso letterario) dalla letteratura Tolkeniana. Il male è sconfitto ed i problemi sono risolti non da stregoni, potenti ed eserciti ma da un "piccolo" libraio che fonda la sua forza soprattutto sui valori, sull'amicizia per chi di volta in volta si trova ad incontrare, ecc... In fondo l'"amore", se vogliamo dire così, è la sua forza principale (o almeno a me è sembrato così...)... E questa è una cosa bella non tanto per il fatto che ricorda Tolkien, ma di per sé...
Hai colto un aspetto importante. Questo libraio senza nome deve molto ai piccoli eroi di Tolkien.
L'unico appunto che ti faccio è che forse la conclusione risulta un po' "frettolosa": mentre nel resto del libro si riesce a delineare parti di azione e parti descrittive in maniera ottimale, coi giusti tempi diciamo, la fine è un po' "a scatto".. Della serie "tutto è bene quel che finisce bene".. Forse non era possibile fare altrimenti, lo riconosco, ma fra tutte le parti del libro la fine è quella che mi è sembrata leggermente inferiore... Anche se ti ripeto che nella sua totalità mi è piaciuto davvero tantissimo...
Piu' che "tutto e' bene quello che finisce bene", nella conclusione del racconto ho voluto esprimere il timido accenno di speranza che il protagonista inizia a nutrire. Ha vissuto situazioni drammatiche ed e' tuttora alle prese con problemi irrisolti, ma la bellezza scorta nello sguardo dei suoi compagni di avventura lo incoraggiano ad avere fiducia in quello che verra'. Per il momento, pero', la sua e' solo un'intuizione, una scintilla fugace nell'ombra della notte: e proprio come una scintilla, anch'essa svanisce bruscamente.
Che dire... Spero che tu torni a scrivere presto qualche altra cosa, sei davvero bravo... Rimango in fiduciosa attesa :-))
Caro Luca, "salve"!!
Penso che il Libraio di Kolos sia un libro davvero bello!! In 70 pagine il dramma di un uomo, smarrito tra pigrizia, problemi del passato, routine... finche' - come dici tu nell'intervista - accade qualcosa!!
Un avvenimento che fa rinascere e mette in movimento il Libraio. Un buono a nulla che improvvisamente diventa un eroe.
Come diceva Montale:"Un imprevisto e' la sola speranza".