postato da Kolos alle ore 14:29
domenica, 30 dicembre 2007

Ecco la registrazione dell'intervista radiofonica del 20/12/07: provate a contare quanti "sostanzialmente" ho detto in un minuto...

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categoria : interviste

postato da Kolos alle ore 11:44
mercoledì, 19 dicembre 2007

Salve!
 
Volevo solo ricordarvi che domani sera sono "on air", con tre domande su Il libraio di Kolos.
 
Dove:
Nuova Spazio Radio, 88.150 FM

Quando:
Giovedi' 20 dicembre, tra le 20 e le 21 (credo), nel programma La luna e i falo'
 
Sara' un'intervista dal vivo, spero di non fare papere...
 
Luca
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postato da Kolos alle ore 11:56
venerdì, 14 dicembre 2007

A pochi passi da Campo dei Fiori, nel cuore di Roma, c’ è una piccola libreria, LiberMente. Il design è moderno, i colori caldi, la sala allegramente disordinata. Tanti scaffali, alcuni tavoli con le ultime pubblicazioni in bella mostra. La proprietaria sembra costantemente indaffarata in qualcosa, silenziosa e attiva. Una bella atmosfera. Si può perfino bere qualcosa di caldo, a giudicare dal fornello vicino alla cassa, e malgrado non abbia mai approfittato del servizio mi sembra una bella cosa.
In questa libreria, venerdì 23 novembre, c’è stata la prima presentazione ufficiale de Il libraio di Kolos. Per l’occasione, sono volato da Manchester all’insaputa dei professori. Un viaggio massacrante come al solito: notte in bianco, partenza da Manchester alle 3.00, decollo da Liverpool alle 6.00. Arrivo a Ciampino, taxi fino a casa (che per fortuna non e’ lontana), letto.
La presentazione è fissata per le 18.00, ma dalle 17.00 gironzolo già per la zona, in compagnia di Francesca e un caro amico, don Alfredo. Qualche battuta, ma senza esagerare: sono piuttosto stordito dal viaggio, e preferisco ascoltare quello che gli altri hanno da dire.
Improvvisamente è ora di andare: cinque minuti e siamo in libreria. E lì ho la mia prima sorpresa: i miei cugini hanno occupato la prima fila, venuti per l’occasione da Napoli. Vedo anche Joana, arrivata apposta da Girona. Sono sorpreso, davvero non mi aspettavo che si prendessero un disturbo tale. In fondo, questo racconto è poca cosa. Da qualche parte spunta anche Fabrizio, che vedo raramente, pur rimanendo, nonostante tutto, testardamente amici. Poi arriva Camilla - cara Camy, sembri più emozionata di me.
Si inizia: siamo in quattro a presentare i libri, ma credo di essere l’unico ad avere qualche contatto a Roma. E si vede: a poco a poco la sala si affolla di tanti volti: parenti, amici di famiglia, colleghi di mia madre (ottima PR, in quest’occasione!), e soprattutto vecchi compagni di avventure. Davide, Emanuele, Giorgio, che alle prime non avevo riconosciuto, visto che erano anni che non ci incontravamo. Poi Pasquale, Franz e Alice, che bello rivederli tutti insieme in quell’occasione… E ancora Alessia e, a sorpresa, anche Rosanna.
Tocca a me, sono il terzo. Dico qualcosa su Tolkien, sulla mia idea di fantasy, su quello che ho provato a raccontare. Mentre parlo, mi auguro che il tono non sia troppo professorale. All’improvviso, Franz ha un’idea per alleggerire gli animi e alza un cartello: “Birra, non fantasy, dopo!”. Risata generale. Ci voleva proprio.
        Francesca si alza per leggere qualche brano del libro. Alcuni passaggi del primo capitolo, nient’altro. È un po’ nervosa, ma pian piano si scioglie. Che strano effetto sentire qualcun altro leggere le tue parole! Per un attimo, mi sembra che sia un ragazzino a parlare… Che sia il libraio? È solo un secondo, e passa subito. Ma l’emozione rimane.
Basta, il tempo è finito, tocca a qualcun altro. Mi alzo e vado a salutare i miei amici. Battute, risate appena smorzate per non disturbare l’ultimo autore. D’un tratto, alzo la testa e me lo trovo davanti: professor Camponeschi, è venuto davvero? Che emozione vederla lì! Ci scambiamo uno sguardo senza parlare: non c’ è davvero molto da dire. Come se potessi spiegare quello che ho sentito, quando ho visto chi mi ha fatto conoscere Tolkien, chi mi ha parlato per la prima volta di Artù. Quelle storie, quei miti mi hanno stregato, e mi accompagnano tuttora. Grazie, professore.
Sapete, non so se questo libricino sia un’opra d’arte. Però di una cosa gli sono grato: di darmi la scusa per incontrare tanti amici, vecchi e nuovi, e di passare un po’ di tempo con loro. Solo per questo, ne è valsa la pena.